Cenni Storici

San Pietro Apostolo è un piccolo paese d'alta collina della provincia di Catanzaro. Delle sue origini si sa molto poco, si ritiene sia stato fondato dai contadini fuggiaschi di Motta Santa Lucia che dopo il terremoto del 1638, risalendo verso l'interno, chiesero asilo al Principe CIGALA di Tiriolo il quale concesse loro di localizzarsi in quella zona che noi oggi chiamiamo <<Colla Pagliara>> in cambio del pagamento di un modesto "censo". In un secondo momento si spostarono più in basso, al riparo dai venti, in una zona più protetta.= Si dice poi che in questi posti fu rinvenuta una piccola statua di San Pietro Apostolo e da questo prese nome il paese. Il villaggio San Pietro seguì le vicende amministrative della vicina Tiriolo , fino a tutto il Settecento, ottenne la sua autonomia e fu elevato a comune con la legge n°14 del 19 Gennaio 1807 con la denominazione di San Pietro a Tiriolo, e inserito nella giurisdizione di Calabria Ulteriore. Il 4 Maggio 1811 il Comune assunse la denominazione di San Pietro Apostolo il che testimonia il processo di separazione da Tiriolo che rimaneva. comunque, il capoluogo del circondario. La legge n°360 del 1°Maggio 1816 trasferì il Comune di San Pietro Apostolo con i sui 1992 abitanti, dal circondario di Tiriolo a quello di Gimigliano, e dalla provincia di Calabria Ultra alla nuova provincia di Calabria Ultra Seconda (Catanzaro). L'episodio più noto della storia di San Pietro Apostolo è costituito dalla sosta di Giuseppe Garibaldi durante la notte fra il 28 e il 29 agosto 1860. Il condottiero della Spedizione dei 1000, proveniente da Maida, fece tappa a San Pietro graditissimo ospite del garibaldino GuglielmoTomaini (già condannato a morte dai Borboni per essere stato uno dei fautori dei moti di Maida e Filadelfia) dove, con i suoi più stretti collaboratori, fece il punto della situazione e programmò le imminenti operazioni che gli avrebbero aperto le vie per Napoli; nella stessa notte Francesco Stocco, con pochi uomini, che avevano però acceso numerosi fuochi posti bene in vista sulle alture circostanti, induceva alla resa i 10.000 uomini comandati dal Generale Ghio ed accampati a Soveria Mannelli. La permanenza di Garibaldi è attestata da due lapidi poste sulle mura del Palazzo Tomaini nel 1887 e nel 1961. Due sono i palazzi signorili nel centro storico sanpietrese: il citato Palazzo Tomaini ed il Palazzo Mazza, ripetutamente preso di mira dai briganti e che conserva i sistemi protettivi tra cui due fori per buttare l'olio bollente contro gli aggressori che tentavano di sfondare il portone. Nell'economia di San Pietro, nel corso dell'800 un ruolo importante hanno avuto la raccolta e la lavorazione della ginestra che, macerata nel sottostante fiume Amato, offriva fibra utilizzata dalle filatrici locali per la produzione dei tessuti. Molto diffuso era anche l'allevamento del Baco da Seta, alimentato dalle foglie di gelso bianco presenti sul territorio. La seta prodotta veniva quasi tutta lavorata sul posto ed in larga parte era commercializzata a Catanzaro, a Nicastro e anche nella vicina Serrastretta.
